Street art a Roma: l’arte urbana illumina e racconta la Capitale
L’arte a Roma non è solo storia antica e monumenti millenari. La capitale italiana è diventata negli ultimi anni uno dei poli più importanti per la street art europea, con centinaia di murales che colorano i quartieri dalla periferia al centro storico.
Ma quali sono i murales di Roma ancora visibili nel 2025? Dove si trovano le opere più significative? Scopriremo insieme in questa prima puntata, alcuni dei quartieri che hanno fatto della street art un elemento identitario.
Dalla riqualificazione urbana di Ostiense ai progetti partecipati di Tor Marancia, la street art romana racconta storie di comunità, resistenza, memoria e bellezza quotidiana. A differenza di quanto accade con scritte vandaliche, questi murales nascono da progetti autorizzati, spesso commissionati da istituzioni pubbliche o associazioni, con l’obiettivo di trasformare i quartieri in gallerie d’arte a cielo aperto.
Il distretto pioniere della street art romana a Ostiense
Il quartiere Ostiense è il vero pioniere della street art a Roma (zona Roma sud). Nato come area industriale nel primo Novecento, con i suoi magazzini, il gasometro e la centrale elettrica Montemartini, Ostiense ha vissuto una trasformazione radicale quando le fabbriche si sono trasferite in zone più periferiche, lasciando grandi spazi vuoti dall’irresistibile fascino urbano.
È qui che nel 2010 è nato il festival Outdoor, uno dei primi eventi dedicati alla street art nella capitale, che ha aperto la strada a una vera e propria riqualificazione del territorio attraverso l’arte murale. Oggi Ostiense ospita oltre 30 opere di street art firmate da artisti di livello internazionale.
Il murales ecologico più grande d’Europa: “Hunting Pollution” di Iena Cruz
In via del Porto Fluviale si trova una delle opere più innovative della street art mondiale: “Hunting Pollution“ di Federico Massa, in arte Iena Cruz. Questo murales, realizzato nel 2018, si estende su una superficie di 1.000 metri quadrati ed è considerato il più grande murales ecologico d’Europa.
L’opera raffigura un airone cenerino che tiene nel becco un pesce, ma la vera innovazione sta nella tecnica: il murale è stato realizzato con vernici fotocatalitiche Airlite, una pittura ecosostenibile e totalmente naturale in grado di purificare l’aria. Grazie a questa tecnologia, l’opera contribuisce a ridurre l’inquinamento atmosferico con un impatto equivalente a quello di 30 alberi, trasformando le polveri inquinanti in sali inerti.
Promossa dall’associazione Yourban2030, questa installazione dimostra come la street art possa coniugare estetica e sostenibilità ambientale, rispondendo alle sfide ecologiche del nostro tempo.
Le opere artistiche di BLU: critica sociale e impegno civile
Lo street artist BLU ha lasciato a Ostiense alcune delle sue opere più significative. La più famosa è il murales che ricopre le facciate dell’ex-magazzino dell’aeronautica militare in via del Porto Fluviale, occupato dal 2003 da famiglie di migranti. L’opera presenta 27 volti colorati che raccontano storie di ingiustizia sociale, sfruttamento ambientale e disuguaglianze create dal capitalismo.
Un altro murales si trova in via Ostiense 122, presso il centro sociale Alexis (così chiamato in onore di Alexis Grigoropoulos, lo studente ucciso dalla polizia greca nel 2008). L’opera raffigura una catena di automobili legate da un enorme lucchetto, a simboleggiare il traffico congestionato che soffoca la metropoli, con il ritratto di Alexis in basso a destra.
Altre opere di urban art di Ostiense
Passeggiando per le vie del quartiere si incontrano molte altre opere significative:
“Wall of Fame” di JB Rock in via dei Magazzini Generali è un tappeto rosso lungo 60 metri che celebra le icone del nostro tempo, da Dante Alighieri a Obama, da Elvis Presley a Papa Francesco. Primo grande murales del quartiere Ostiense, ne è stato a lungo il simbolo della rigenerazione urbana.
“Fish ‘n Kids” di Agostino Iacurci in via del Porto Fluviale mostra una scena idilliaca di convivenza pacifica tra un uomo che nuota felicemente tra pesci colorati. Il murales dialoga ironicamente con la pescheria sottostante.
Il progetto recente “Connecting Ostiense“ (2025), curato da Industrie Fluviali, ha portato nuove opere con focus sull’asphalt art, coinvolgendo artisti come Geometric Bang, Moneyless e Alice Lotti, che hanno decorato le strade tra la Piramide Cestia e via del Porto Fluviale.
Arte contemporanea sul cantiere della Metro C a piazza Venezia
Un progetto innovativo sta trasformando il cantiere della stazione Venezia della Metro C in una pinacoteca a cielo aperto. Il progetto “Murales. Arte Contemporanea in metro“, promosso dal consorzio Webuild e Vianini Lavori con il patrocinio di Roma Capitale, prevede l’alternarsi di opere inedite sui silos del cantiere, ciascuna visibile per circa quattro mesi.
Le installazioni monumentali, alte 10 metri e lunghe 64 metri con una superficie di 640 metri quadrati, invitano a riflettere sulla natura evolutiva delle città e sul ruolo trasformativo dei progetti infrastrutturali.
Tra le opere realizzate:
“Costellazioni di Roma” di Pietro Ruffo (2024) – La prima installazione del progetto, realizzata in bianco e blu, rappresenta personificazioni mitologiche delle costellazioni che richiamano i miti fondativi di Roma, sovrapposte alla “Pianta topografica di Roma antica” di Luigi Canina.
“Tools” di Elisabetta Benassi (dicembre 2025) – L’opera più recente celebra gli “eroi nascosti”, gli operai e archeologi del cantiere, fotografando le loro mani mentre stringono gli strumenti di lavoro quotidiano. Un’installazione che unisce sacro e laico, ispirandosi agli angeli del Bernini su Ponte Sant’Angelo.
Il primo museo di street art condominiale a Tor Marancia
Il quartiere di Tor Marancia, nel quadrante sud della capitale, ospita uno dei progetti di arte pubblica più significativi d’Italia: il “Big City Life“, nato nel 2015 su proposta dell’associazione 999Contemporary in collaborazione con la Fondazione Roma e il Comune.
Ventidue street artist internazionali hanno trasformato le facciate dei palazzi del quartiere nel primo museo condominiale italiano, creando opere che rappresentano le storie delle persone residenti e la cultura di Roma. Ogni murale dialoga con la comunità, raccogliendo testimonianze e memorie collettive.
I Murales iconici di Tor Marancia
“Il bambino redentore” di Seth – Forse il murale più fotografato del quartiere, raffigura un bambino di spalle che si arrampica su una scala colorata guardando oltre i palazzi. L’opera è dedicata a Luca, un ragazzo del luogo tragicamente scomparso, e rappresenta la speranza e la rinascita della comunità attraverso i sogni dei più giovani.
“Nostra Signora di Shanghai” di Mr Klevra – Un’icona ispirata all’arte bizantina che mostra una Madonna che abbraccia il Bambino, metafora del legame tra Roma e Tor Marancia, noto anche come “Shanghai” per la sua storia di frequenti allagamenti.

“Alme Sol Invictus” di Domenico Romeo – Il murale raffigura il Sol Invictus, simbolo della religione pagana romana, omaggio alla resilienza e alla vitalità del quartiere.
“Il peso della storia” di Jaz – Opera dell’artista argentino che mostra un lottatore argentino che sostiene un lottatore italiano, evocando il forte legame tra Argentina e Italia e parlando di supporto, identità e memoria storica.
Arte murale di Alice Pasquini (2025)
A dicembre 2025 è stato inaugurato “Nurturing Hope“ (Coltivare la speranza) della street artist romana Alice Pasquini, alto oltre 15 metri in via Marco Marcelliano 32. L’opera fa parte del progetto internazionale “Echoes of Resilience” di UNHCR e Unione Europea.
Il murale raffigura una giovane rifugiata che porge una piccola pianta al fratellino seduto su una valigia, simbolo della casa perduta. Una luce calda filtra dalle finestre circostanti, suggerendo un nuovo inizio possibile. L’opera celebra la solidarietà, l’accoglienza e la resilienza dei rifugiati, temi centrali nella poetica di Alice Pasquini, che ha sempre messo al centro della sua arte le emozioni e i legami umani.
Street art a Roma: un patrimonio culturale in continua evoluzione
La street art di Roma rappresenta oggi un patrimonio culturale straordinario che va oltre la semplice decorazione urbana. I murales della capitale raccontano storie di comunità, memoria, impegno sociale e bellezza condivisa, trasformando quartieri periferici in destinazioni culturali e contribuendo alla riqualificazione urbana.
L’innovazione tecnologica con i murales ecologici (Iena Cruz, Michela Picchi) mostra inoltre come la street art possa rispondere alle sfide ambientali del nostro tempo, unendo estetica e sostenibilità.
Se volete scoprire altre opere di street art a Roma, rimani collegati con il nostro sito in attesa della parte 2. E ricordate: la street art è un patrimonio vivo e in continua evoluzione che continua ad arricchire il panorama urbano della nostra splendida penisola.
F.A.Q. FREQUENTLY ASKED QUESTION sulla Street Art a Roma
- Quali sono i quartieri migliori per vedere la street art a Roma? I quartieri principali sono Ostiense (con oltre 30 opere), Tor Marancia (museo condominiale), Garbatella, San Lorenzo, Torpignattara, Pigneto e Quadraro. Ognuno offre percorsi artistici unici e facilmente visitabili a piedi.
- Qual è il murales più grande di Roma? “Hunting Pollution” di Iena Cruz in via del Porto Fluviale (Ostiense) con 1.000 metri quadrati, realizzato con vernici ecologiche che purificano l’aria. È considerato il più grande murales ecologico d’Europa.
- I murales di Roma sono accessibili gratuitamente? Sì, tutta la street art di Roma è liberamente accessibile in quanto le opere si trovano su facciate di edifici pubblici o privati visibili dalle strade. Non serve biglietto, si tratta di vere gallerie d’arte a cielo aperto.
- Esistono tour guidati per la street art romana? Sì, molte associazioni e guide turistiche organizzano tour dedicati alla street art nei vari quartieri. Potete anche utilizzare l’app “Street Art Roma” per percorsi autonomi con mappe interattive.
- Chi sono i principali street artist attivi a Roma? Tra i più attivi ci sono Lucamaleonte (romano), Iena Cruz, Alice Pasquini (romana), BLU (bolognese), Sten & Lex (duo romano), Agostino Iacurci, JB Rock, C215 (francese), oltre a molti artisti internazionali invitati per progetti specifici.
Murales personalizzato by Mostrami?
Siete rimasti affascinati da questi murales? Sei interessato a realizzare un murales per la tua attività, il tuo quartiere o un progetto di riqualificazione urbana? Mostra-mi è il partner ideale. Il nostro team di street artist professionisti lavora in tutta Italia realizzando opere su misura che coniugano estetica, messaggio e qualità tecnica.
Visita il link e richiedi subito per un preventivo personalizzato e trasformeremo insieme i muri in opere d’arte!


Il murales ecologico più grande d’Europa: “Hunting Pollution” di Iena Cruz
Le opere artistiche di BLU: critica sociale e impegno civile
Altre opere di urban art di Ostiense




