Street art a Roma: arte urbana rigenerativa nei quartieri capitolini
Continua il nostro viaggio tra i murales della capitale, tra memoria collettiva, riqualificazione urbana e innovazione artistica.
Nella prima puntata sulla street art a Roma abbiamo esplorato Ostiense, Tor Marancia e il cantiere di Piazza Venezia. In questa seconda parte ci addentriamo in altri quartieri dove la street art a Roma si intreccia con la storia locale, l’identità di comunità e progetti di riqualificazione partecipata. Dalla tradizione popolare della Garbatella all’energia ribelle di San Lorenzo, dalle periferie multiculturali di Torpignattara e Pigneto alla memoria partigiana del Quadraro: un percorso attraverso i quartieri che hanno fatto dei muri il loro linguaggio più autentico.
La street art romana non è un fenomeno omogeneo: ogni quartiere ha sviluppato la propria identità artistica, spesso intrecciata con la storia del territorio e le sue comunità. Questi murales nascono da progetti autorizzati, commissionati da istituzioni pubbliche o associazioni, con l’obiettivo di trasformare le periferie in gallerie d’arte a cielo aperto.
Street art contemporanea e tradizione popolare: il quartiere Garbatella
La Garbatella, quartiere nato nel 1920 come città-giardino per ospitare le famiglie sfollate dal centro storico, ha saputo coniugare le sue architetture liberty e le palazzine popolari con i colori vivaci della street art contemporanea. Un equilibrio raro, che rende questo quartiere uno dei percorsi più suggestivi per chi vuole scoprire l’arte urbana romana.
Nel 2021, in occasione dei 101 anni dalla nascita di Alberto Sordi, Lucamaleonte ha realizzato un murales in via Persico che ritrae l’attore romano nei panni del Marchese del Grillo. L’opera fa parte di un’iniziativa dell’AS Roma e della fondazione Roma Cares, che ha portato alla realizzazione di altri due murales dedicati a Gigi Proietti e Anna Magnani: un trittico di omaggio ai volti più amati della romanità nel cuore del quartiere.


Questo omaggio ad Alvaro Amici di urban art è stato realizzato dai Pittori Anonimi del Trullo su volere del figlio Serghei, il murales celebra il famoso interprete di stornelli romaneschi nato e cresciuto nel lotto 31 della Garbatella. Durante l’occupazione tedesca, la famiglia di Amici ospitò degli ebrei, dimostrando grande coraggio civile: un gesto che il murale ricorda insieme alla sua arte.
Opere d’arte contemporanea astratta e innovazione ecologica alla Garbatella
“Passaggio” di Sten & Lex in via Caffaro rappresenta un’evoluzione dello stile del duo romano: dai volti iconici verso l’Optical Art e l’Astrattismo Geometrico, con un’esplosione di linee, cerchi e tocchi di rosso che trasformano il muro in un campo visivo ipnotico.
“As Above So Below” di Michela Picchi (2024) è invece un eco-murale realizzato sulla pavimentazione esterna e sui muri della fermata metro Garbatella. L’opera è stata eseguita con vernici fotocatalitiche con un impatto pari a 12 alberi. Promossa da NUII e Yourban2030, include anche un codice QR che permette di ascoltare una traccia musicale creata dal producer Andrea Marra.

“Urban Fragments” di Maria Ginzburg (2022) completa la riqualificazione della piazza antistante la metro B con pittura Airlite mangia-smog, realizzata in collaborazione con ATAC e il Municipio VIII.
Arte, resistenza e memoria collettiva: il quartiere San Lorenzo
San Lorenzo, storico quartiere universitario di Roma, è una culla creativa dove la street art dialoga con la memoria collettiva, affrontando temi sociali, culturali e politici con particolare intensità. I muri di San Lorenzo sono da sempre strumenti di partecipazione civile e narrazione della città.

Arte “Patrimonio Indigeno” di Lucamaleonte
Tra via dei Reti e via dei Piceni si estende un un murales monumentale che racconta San Lorenzo attraverso i suoi simboli più profondi: la graticola del martirio di San Lorenzo, i crisantemi del Cimitero del Verano, un capitello dell’antica basilica bombardata, il picchio totemico dei Piceni, la mano della dea Cerere, il papavero in memoria dei caduti e i simboli di Minerva — alloro e serpente — che richiamano l’Università La Sapienza. Un’opera enciclopedica che sintetizza l’identità del quartiere in un unico affresco urbano.

Un altra opera d’arte contemporanea significative a San Lorenzo è “Fantasia” di Leonardo Crudi in Piazza dell’Immacolata, che dimostra la natura giocosa e sperimentale della street art nel quartiere universitario. San Lorenzo ospita anche lavori che raccontano la Resistenza partigiana, i diritti civili e la sostenibilità, confermandosi come laboratorio a cielo aperto dove i muri diventano strumenti di memoria e partecipazione.
Arte nel quadrante sud-est di Roma: Torpignattara e Pigneto
Il quartiere multietnico di Torpignattara e l’adiacente Pigneto sono diventati poli importanti della street art romana grazie a progetti di riqualificazione partecipata. Qui l’arte urbana nasce dal basso, coinvolgendo le comunità residenti in un processo continuo di trasformazione del territorio. Il cuore pulsante della street art di Torpignattara è l’Ecomuseo Casilino, un collante sociale che coinvolge la comunità nella cura e fruizione delle opere. Il museo include monumenti, spazi verdi, edifici storici e opere di arte murale che si estendono ai quartieri limitrofi di Centocelle e Pigneto.
L’omaggio artistico a Pier Paolo Pasolini
In via Fanfulla da Lodi si trova uno dei murales più potenti della periferia romana: il ritratto di Pier Paolo Pasolini realizzato da Nicola Verlato. L’opera monumentale mostra il poeta e regista che sembra cadere nel cielo, evocando la sua tragica fine e il suo controverso legame con Roma.
Il murale fa parte del progetto “MURo“ (Museo di Urban Art di Roma) ed è diventato uno dei simboli culturali della periferia, richiamando l’attenzione sul pensiero critico e anticonformista di Pasolini. Il Pigneto ha un legame speciale con il regista: qui girò nel 1961 il suo primo film Accattone.
Il murales più alto di Roma: “Coffee Break” di Etam Cru
Tra Pigneto e Torpignattara si trova il murales più alto di Roma: 32 metri che raffigurano un uomo che beve un caffè mentre sta in piedi dentro un bidone della spazzatura. L’opera di Etam Cru è una critica ironica alla società consumistica, capace di strappare un sorriso pur nella sua profondità concettuale.
Arte a Quadraro: il progetto MURO e la memoria partigiana
Il Quadraro è uno dei quartieri più significativi per la street art romana grazie al progetto “MURO“, museo a cielo aperto nato nel 2010. Questa iniziativa si distingue per la sua natura partecipativa: i murales nascono dalla collaborazione tra artisti e residenti, che scelgono insieme i temi per raccontare storia, cultura popolare e identità del quartiere. MURO non è solo arte, ma un mezzo di rigenerazione urbana e coesione sociale, con eventi, festival e visite guidate che rafforzano il legame tra la comunità e il patrimonio artistico.

Opere simboliche del Quadraro
“Nido di Vespe“ è il murales simbolo della Resistenza partigiana nel Quadraro durante la Seconda Guerra Mondiale. Il quartiere fu teatro del rastrellamento nazifascista del 17 aprile 1944, quando oltre mille abitanti furono deportati: un episodio che il murale tiene vivo nella memoria collettiva.

Altri quartieri e murales iconici di Roma
La street art romana non si ferma ai quartieri già esplorati. Dal Tufello, passando per Torre Maura al Rione Monti, i murales continuano a sorprendere in ogni angolo della città.



Street art a Roma: un patrimonio culturale in continua evoluzione
La street art di Roma rappresenta oggi un patrimonio culturale straordinario che va oltre la semplice decorazione urbana. Da Ostiense a Tor Marancia, dalla Garbatella a San Lorenzo, ogni quartiere ha sviluppato la propria identità artistica, accogliendo sia grandi nomi internazionali sia talenti emergenti.
Progetti come l’Ecomuseo Casilino, il museo condominiale di Tor Marancia e MURO dimostrano come l’arte urbana possa essere partecipativa, inclusiva e profondamente radicata nel territorio. L’innovazione con i murales ecologici di Iena Cruz e Michela Picchi mostra inoltre come la street art possa rispondere alle sfide ambientali del nostro tempo, unendo estetica e sostenibilità perchè la street art romana è un patrimonio vivo e in continua evoluzione.
F.A.Q. FREQUENTLY ASKED QUESTION sulla Street Art a Roma
- Cosa vedere alla Garbatella in tema di street art? La Garbatella ospita murales dedicati ad Alberto Sordi, Gigi Proietti e Anna Magnani (progetto AS Roma/Roma Cares), il murale liberty di Clementina in Piazza Damiano Sauli e l’eco-murale “As Above So Below” di Michela Picchi alla fermata metro Garbatella, realizzato con vernici fotocatalitiche equivalenti a 12 alberi.
- Cos’è il progetto MURO al Quadraro? MURO (Museo di Urban Art di Roma) è un museo a cielo aperto nato nel 2010 nel quartiere Quadraro. I murales nascono dalla collaborazione tra artisti e residenti, che scelgono insieme i temi. Tra le opere più simboliche “Nido di Vespe“, in memoria del rastrellamento nazifascista del 17 aprile 1944.
- Dove si trova il murales di Pasolini a Roma? Il ritratto monumentale di Pier Paolo Pasolini è in via Fanfulla da Lodi, nel quartiere Pigneto, realizzato da Nicola Verlato. Il Pigneto ha un legame speciale con Pasolini, che qui girò nel 1961 il suo primo film “Accattone“.
- Qual è il murales più alto di Roma? “Coffee Break” di Etam Cru, tra Pigneto e Torpignattara: 32 metri che raffigurano un uomo che beve un caffè dentro un bidone della spazzatura, critica ironica alla società consumistica.
- Esistono murales dedicati a personaggi famosi romani? Sì, Roma è ricca di omaggi: Alberto Sordi, Gigi Proietti e Anna Magnani alla Garbatella; Ennio Morricone a Tor Marancia; Gabriella Ferri al Trullo; Francesco Totti al Rione Monti; Monica Vitti ai Parioli. Un vero pantheon della romanità sui muri della capitale.
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