Call artisti “Verdismo: l’arte a quattro zampe”
Nasce il “Verdismo” tra arte, ironia e il carisma di una cagnolina che sta cambiando Milano
Dimenticate i manifesti del secolo scorso, mentre la città evolve, tra le sue strade si fa strada una rivoluzione estetica inaspettata, che cammina su quattro zampe e ha il pelo spettinato, si chiama “Verdismo” ed è il primo movimento artistico e culturale interamente ispirato a un individuo non umano: Verde, una cagnolina nata in Romania e salvata grazie all’impegno di Save the Dogs, Verde ha trasformato il suo carattere spigoloso e il suo carisma naturale in un’icona spontanea.
Quello che inizia come un incontro casuale si trasforma oggi in un’esposizione collettiva presso Mostrami, dove l’animale smette di essere un “oggetto” e diventa un soggetto e un’opera d’arte vivente; il “Verdismo” mette in discussione le basi della rappresentazione animale moderna, presentando un esperimento collettivo che combina con abilità etica, estetica e una sottile ironia.
Un bando artisti che va dall’oggetto al soggetto: la rivoluzione del Verdismo
Per secoli, la storia dell’arte ha guardato al mondo naturale attraverso una lente di possesso e oggettivazione, se ripercorriamo le gallerie dei grandi musei, ci accorgiamo di come la natura sia stata spesso ridotta a “natura morta“: composizioni inanimate dove il fiore o l’animale perdevano la loro essenza vitale per diventare puro esercizio di stile.
Nel caso dei cani, la rappresentazione artistica è stata per troppo tempo una celebrazione del prestigio sociale umano, abbiamo ereditato ritratti di esemplari “ideali”, campioni di razza statici e standardizzati, simboli di status piuttosto che esseri senzienti, l’animale era un complemento d’arredo, una proiezione dei desideri del padrone, mai un individuo con una propria narrazione interiore.

Il Verdismo stravolge completamente questa concezione, non trae ispirazione da un’idea astratta di “cane” o “natura”, ma si focalizza su un soggetto singolare, unico e caratterizzato in modo profondo, esplorare la complessità di Verde: le sue caratteristiche, il suo stile fuori dagli schemi e, soprattutto, la sua imponente personalità. E’ un progetto intenzionalmente misto, mentre da un lato affronta questioni filosofiche come l’identità e le dinamiche speciste, dall’altro impiega l’ironia per rompere le resistenze del pubblico; è un invito a mantenere un certo distacco, pur prendendo molto sul serio il valore intrinseco di ogni forma di vita.
Verde cerca i suoi pionieri sei pronto ad essere uno di loro?
Il Verdismo non cerca esecutori, ma complici, siamo aperti a pittori, designer, scultori, fotografi, videoartist e creativi digitali che abbiano voglia di esplorare linguaggi innovativi.
Non ci interessa il ritratto “da salotto”, vogliamo raccontare come gli animali possano insegnarci a vivere e rispettare il Pianeta.
Cosa possiamo imparare da loro?
Quali sono i talenti che mettono in campo ogni giorno per celebrare la natura?
Se hai una visione “sostanzialmente” fuori dal coro, il Verdismo è la proposta per te!

Per entrare a far parte di questa proposta, chiediamo agli artisti di studiare davvero come Verde e i suoi amici oggi potrebbero guardare il mondo: il suo passato difficile, uno sguardo penetrante che non cerca approvazione, una presenza “non convenzionale” che l’ha resa un’icona spontanea tra le strade di Milano è un invito a esplorare l’autenticità del suo carattere spigoloso e a tradurre graficamente o plasticamente i talenti che ogni essere vivente mette in campo quotidianamente per celebrare Madre Natura.
Il tono della sfida si muove su un confine sottile tra la serietà dell’impegno etico e una necessaria ironia vibrante, in grado di abbattere le barriere tra il mondo umano e quello non umano.
I 4 pilastri del Verdismo: una nuova filosofia estetica su cui si basa questa chiamata agli artisti
Ogni movimento artistico che si rispetti poggia su fondamenta solide, il Verdismo non fa eccezione e si declina attraverso quattro concetti chiave che sfidano la nostra percezione quotidiana.

1. Unicità contro standardizzazione
In un mondo che celebra la perfezione dei pedigree e la standardizzazione dei filtri social, Verde emerge come una dichiarazione di indipendenza estetica, la sua bellezza è lontana dai canoni classici; è una bellezza generata dal carisma. Il Verdismo ci ricorda che ciò che è “difettoso” o fuori dagli schemi è proprio ciò che ci attrae più profondamente perché è autentico e irripetibile.
2. Il Valore del consenso nelle relazioni
Verde ha un carattere indipendente e, a tratti, spigoloso, non è il cane “fotocopia” che cerca l’approvazione di chiunque.
Lei sceglie.
Concede la sua attenzione a pochi eletti, rendendo quel gesto un vero privilegio, questo pilastro del Verdismo ci insegna il valore del consenso: le relazioni, anche quelle con gli animali, non dovrebbero nascere dal dovere o dalla sottomissione, ma dal desiderio reciproco e dal rispetto dei confini altrui.
3. L’incontro autentico con l’altro
L’arte del Verdismo nasce dall’incontro, non è una proiezione dell’artista sul soggetto, ma un dialogo. Invitare fotografi, illustratori e digital artists a misurarsi con Verde significa spingerli a guardare davvero “l’altro”, riconoscendo l’alterità come fonte inesauribile di ispirazione.
4. Natura viva e diritti individuali
Superiamo il concetto di animale-simbolo, Verde è un individuo con una storia (il viaggio dalla Romania), dei diritti e una dignità propria. Il Verdismo promuove l’idea di natura viva, dove ogni essere vivente è portatore di significati profondi e merita di essere rappresentato nella sua interezza, non come un semplice elemento decorativo.
Mostrami è la casa del Verdismo
L’organizzatore di questa sfida creativa è Mostrami Srl Impresa Sociale, realtà nata nel 2010 che negli anni ha costruito una community di oltre 36.000 follower, diventando un ponte stabile tra i giovani talenti artistici e il pubblico, attraverso mostre, call, format espositivi ibridi e percorsi di formazione, Mostrami connette artisti, cittadinanza, imprese e istituzioni, portando l’arte in contesti sempre nuovi, accessibili e sperimentali.
La mission di Mostrami è chiara ed immediata anche in questa proposta: usare i linguaggi contemporanei come strumento di sviluppo sociale, per generare dialogo, consapevolezza e partecipazione attiva; l’arte non viene proposta da Mostrami come esperienza estetica ma come occasione per interrogarsi su ciò che viviamo ogni giorno, dai cambiamenti urbani alle trasformazioni ambientali, dal benessere collettivo ai nuovi modi di abitare gli spazi.
In questo percorso, il Verdismo è una nuova tappa, audace e naturale al tempo stesso; il progetto sceglie di trasformare la nostra galleria d’arte e casa in un luogo di riflessione condivisa sulla relazione uomo – animale, chiedendo al pubblico di fermarsi, osservare e riconsiderare il proprio punto di vista. Le opere diventano così inneschi: aiutano a mettere a fuoco emozioni, contraddizioni, responsabilità, e fanno emergere quanto il nostro legame con gli altri esseri viventi sia fragile, complesso e urgente.

Questa scelta mostra come l’arte possa (e debba) occuparsi di temi concreti e quotidiani, dal rispetto delle altre specie al nostro modo di consumare e abitare il pianeta, non si tratta solo di raccontare un problema, ma di aprire scenari possibili: Mostrami con il Verdismo invita a immaginare forme nuove di convivenza, più attente, più empatiche e più “verdi”, in cui il rapporto tra persone, animali e ambiente diventa il centro di una narrazione condivisa.
“Il Verdismo racconta l’animale come opera d’arte vivente è, a tutti gli effetti, il primo movimento artistico ispirato da un singolo animale.”
Perché il Verdismo riguarda tutti noi
Il Verdismo non parla solo di un cane, parla della nostra capacità di osservare, di fermarci un attimo in mezzo al rumore quotidiano e di accorgerci di ciò che, di solito, passa sullo sfondo, parla del modo in cui scegliamo di guardare il mondo, di quanto siamo disposti a mettere in discussione le nostre abitudini, i nostri automatismi, il nostro sguardo “addomesticato”.
Significa imparare a rispettare la diversità, riconoscendo valore a ciò che appare strano, fuori posto, eccentrico rispetto alla norma, l’insolito non è più qualcosa da correggere o ridurre al silenzio, ma diventa un varco: un invito a riconsiderare le nostre categorie, le nostre gerarchie, il nostro rapporto con gli altri esseri viventi.

Questa è la sfida che Mostrami lancia con questa call artistica: trovare la bellezza nell’insolito vuol dire anche riconoscere che la realtà non è mai solo bianca o nera, ma sfumata, complessa, sorprendente, in un’epoca di riproducibilità tecnica infinita, in cui le immagini scorrono veloci e tendono ad assomigliarsi tutte, Verde ci riporta all’hic et nunc: all’essere qui e ora, presenti, coinvolti, vulnerabili.
Ci ricorda che l’esperienza diretta, corporea, emotiva, non è sostituibile da nessuna copia, da nessun filtro, da nessun algoritmo, la sua presenza, il suo colore, il suo sguardo diventano un promemoria vivente della nostra stessa, meravigliosa imperfezione.
Il Verdismo ci invita così a cambiare prospettiva: non più osservatori distanti, ma partecipanti di una relazione che ci comprende e ci mette in gioco, ci ricorda che anche noi, come Verde, siamo parte di un ecosistema di sguardi, incontri, fragilità, che l’arte può far emergere e rendere visibile.
