Murales green in Italia: street art per l’ambiente, parte II
I murales green in Italia continuano a moltiplicarsi, trasformando facciate anonime e periferie dimenticate in manifesti viventi per l’ambiente. Proseguiamo il viaggio tra le opere più recenti che uniscono creatività e sostenibilità.
La street art sostenibile sta evolvendo rapidamente, superando la semplice funzione decorativa per diventare strumento concreto di lotta all’inquinamento. Vernici fotocatalitiche capaci di assorbire lo smog, messaggi educativi sui temi dell’Agenda 2030, rigenerazione urbana di quartieri degradati: i murales per l’Agenda 2030 rappresentano oggi una delle forme più innovative di attivismo ambientale. Artisti italiani e internazionali collaborano con istituzioni, scuole e comunità locali per dare vita a opere che parlano alle nuove generazioni. In questa seconda parte del nostro viaggio scopriremo come artisti e comunità stiano ridisegnando il volto delle città italiane, da Milano a Venezia, da Roma alla Basilicata, fino all’Umbria.
E qualora vi siate persi la prima parte, ecco dove potete recuperarla per un altro viaggio attraverso i murales dedicati all’Agenda 2030 in Italia!
Arte Água Alta: l’allerta visiva di Kobra a Venezia
L’artista brasiliano Eduardo Kobra debutta a Venezia con “Arte Água Alta”, un intervento murale permanente di ottanta metri quadrati nello Spazio Thetis, all’interno dell’ex area industriale dell’Arsenale Nord. L’opera affronta il problema dell’innalzamento dei mari e dell’inquinamento oceanico attraverso nove sculture iconiche veneziane immerse in uno scenario di alluvione, trasformando i simboli della città in un potente messaggio d’allerta ambientale.
Tra le figure rappresentate troviamo l’Atlante del mondo di Tiziano Aspetti, la Statua equestre di Bartolomeo Colleoni del Verrocchio, il Monumento a Daniele Manin e i celebri Tetrarchi. Kobra immerge ciascuna figura in acque che salgono minacciose, rendendo tangibile l’urgenza della crisi climatica. Venezia, con la sua fragilità idrogeologica e il fenomeno ricorrente dell’acqua alta, rappresenta emblematicamente questa condizione di precarietà globale che minaccia le città costiere di tutto il mondo. Nominato ambasciatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per un futuro più pulito, Kobra utilizza i murales green in Italia come strumento per trasmettere messaggi urgenti sulla cura del pianeta e sulla responsabilità intergenerazionale verso l’ambiente.
“Respiro“: la street art e l’Agenda 2030 per la rigenerazione
Alla Cittadella degli Archivi di Milano è stato inaugurato “Respiro”, opera dell’artista Gianluca Patti che rappresenta un passo avanti significativo nella street art green. Questo murale sostenibile di circa quattro metri quadrati non si limita a decorare un edificio pubblico, ma svolge una funzione ambientale attiva grazie all’utilizzo di vernici nanotecnologiche fotocatalitiche sviluppate dalla compagnia Reair.
Queste pitture innovative sono in grado di disgregare gli inquinanti presenti nell’aria, abbattendo sostanze nocive con un’efficacia paragonabile a cinque alberi piantumati. L’artista ha voluto stimolare una riflessione sulla crisi climatica e sulla qualità dell’aria, particolarmente urgente in un contesto urbano come Milano. Le vivaci pennellate di colore richiamano la libertà e l’energia degli spazi verdi, contrapponendosi alla crescente cementificazione. Con la scelta di realizzare un murale che letteralmente respira, Patti trasforma il muro in un elemento vivo e dinamico, superando il suo ruolo statico di barriera.
A NoLo, un murales che divora l’inquinamento
Nel quartiere NoLo di Milano, in via Martiri Oscuri, è nata un’opera che unisce creatività, sostenibilità e introspezione. Il murale assorbi-smog “Nel profondo, noi siamo mare” è stato realizzato da Worldrise, organizzazione non profit impegnata nella conservazione marina, insieme all’artista Francesco Bedini, in arte Bedo. Grazie a una speciale pittura ecologica, l’opera purifica l’aria come farebbero cento metri quadrati di bosco ad alto fusto.
Il murale fa parte della campagna nazionale “Nel Profondo” che invita a riscoprire il legame vitale con il mare. L’opera rappresenta la linea sottile tra apparenza ed essenza: sopra l’acqua un corpo emerge appena, sotto diventa un tutt’uno con i fondali, i polmoni si trasformano in alghe, il cuore pulsa tra i coralli. Un QR code integrato permette di aderire al Manifesto “Nel Profondo”, documento che ricorda quanto il mare sia fondamentale per la nostra sopravvivenza e sostiene l’obiettivo di proteggere almeno il trenta per cento dei mari italiani entro il 2030. La street art sostenibile porta così il mare nel cuore della città.
Il murale che cattura CO2 a Foligno
A Foligno, sull’impianto di biometano della società Bioenerys del gruppo Snam, lo street artist Tvboy ha realizzato “The World is Ours“, un’opera monumentale di sessanta metri per sette che cattura attivamente la CO2 dall’atmosfera. Il murale, parte del progetto “decARTbonization”, è stato realizzato con vernici certificate Airlite capaci di assorbire anidride carbonica e polveri sottili come un piccolo bosco urbano di quattrocentotto metri quadrati.
L’opera raffigura bambini intenti a disegnare un mondo migliore con pennelli e colori, simbolo di speranza e cambiamento. La scelta di realizzare il murale su un impianto che trasforma rifiuti organici in energia pulita non è casuale: rappresenta l’economia circolare in azione, dove un rifiuto diventa energia e un impianto diventa tela. Questo progetto di street art green dimostra come i murales green in Italia possano unire arte, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale, trasmettendo messaggi complessi attraverso un linguaggio universale accessibile a tutti.
L’educazione ecologica diventa arte a Roma
Al Parco Massimo di Somma, nella zona di Acilia, lo street artist Moby Dick ha realizzato un murales ispirato dai lavori degli studenti della scuola elementare Viale Vega di Ostia. L’opera, risultato del progetto “Scuole di Roma – Insieme per la Terra” realizzato da Earth Day Italia con il sostegno di Fondazione Roma, raffigura il mondo che vorremmo, da cui emergono una tartaruga caretta caretta, un martin pescatore, una manta e un airone cenerino.
Il progetto ha favorito il coinvolgimento degli studenti sui temi della sostenibilità ambientale, rendendoli cittadini attivi e consapevoli. I bambini hanno studiato i diciassette Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, con particolare attenzione a città sostenibili, vita sott’acqua e vita sulla terra. Hanno poi creato bozzetti utilizzati per il progetto grafico finale, contribuendo anche alla realizzazione dell’opera con le bombolette. Questo murales per l’Agenda 2030 trasforma un parco di quartiere in uno spazio di partecipazione dove arte e educazione ambientale si fondono.
“Baccelli d’idee“: il murale sul diritto al cibo al Trullo
Nel quartiere Trullo di Roma, lo street artist Gojo ha realizzato un murale dedicato al diritto al cibo e alla sovranità alimentare. L’opera, inaugurata a dicembre 2025 sulla parete esterna dell’ex Scuola Baccelli, fa parte del progetto “Baccelli d’idee” promosso da Terra Nuova ETS in collaborazione con le reti territoriali del Municipio XI e vincitore del bando “L’anima popolare dei nostri quartieri” di Roma Capitale.
Il murale è una rappresentazione in chiave street art di Dia, antica divinità romana della fertilità, che esprime l’intera filiera del grano: dal germoglio alla crescita, dalla mietitura al mulino. La figura è inscritta in un’antefissa del tempio degli Arvali, simbolo del Municipio. L’opera evoca la dicotomia tra cibo sano, naturale e sostenibile e quello ultraprocessato, lasciando alla comunità locale una riflessione visiva sul valore dell’alimentazione consapevole. Il progetto ha coinvolto scuole, docenti e associazioni territoriali in un percorso di formazione su agroecologia e povertà alimentare.
AppARTEngo: il murales green per la rigenerazione a Stigliano (MT)
Nel cuore della Basilicata, il borgo di Stigliano ospita dal 2017 il festival di arte pubblica AppARTEngo, trasformando il paese in un museo a cielo aperto. Questo progetto di street art green è nato per contrastare lo spopolamento attraverso la creatività, regalando nuovi segni a mura ingrigite e all’edilizia più recente. Nel corso degli anni sono state realizzate circa cento pitture murali e sculture in materiali diversi come legno, pietra e ceramica.
Il festival permette agli artisti emergenti di farsi conoscere mentre svolgono attività culturale nel borgo, aggiungendo attrattività e speranze di futuro per la comunità. Le opere raccontano storie e tradizioni locali attraverso il dialogo tra artisti e cittadinanza. L’amministrazione comunale ha inserito il progetto nelle strategie di rinnovamento, investendo nell’estetica urbana e nell’accoglienza. Questo esempio virtuoso dimostra come i murales green in Italia possano rivitalizzare anche i piccoli centri delle aree interne, trasformando la street art sostenibile in catalizzatore di rigenerazione socioeconomica.
I murales green in Italia stanno ridefinendo il rapporto tra arte, ambiente e comunità. Da Milano a Venezia, da Roma alla Basilicata fino all’Umbria, queste opere dimostrano che la street art sostenibile può essere molto più di una semplice decorazione: può purificare l’aria, educare le nuove generazioni, rigenerare quartieri dimenticati e lanciare messaggi potenti sulla crisi climatica. Ogni opera racconta una sfida ambientale diversa, dall’inquinamento atmosferico all’innalzamento dei mari, dalla tutela della biodiversità alla transizione energetica.
Ogni progetto racconta una storia diversa ma condivide la stessa visione: trasformare l’arte in strumento concreto di cambiamento. I murales sostenibili stanno diventando parte integrante delle strategie di rigenerazione urbana, coinvolgendo artisti, istituzioni e cittadini in un dialogo creativo sui temi della sostenibilità.







