Street artist italiani – Intervista a Mr Savethewall   

Torniamo a parlare di street art (che tanto ci piace): si è da poco conclusa la mostra “Banksy e la (post)street art” in esposizione a Napoli fino al 16 febbraio. Abbiamo chiesto a Mr Savethewall, unico artista italiano ad esporre, di raccontarci qualcosa sul suo lavoro e sulla sua visione.

Sappiamo che sei partito da Como dove attualmente si trova la tua galleria, ma il tuo percorso artistico come street artist non è esattamente convenzionale: parlaci un pò di come è nato Mr Savethewall.

Sono partito da Como perchè è la mia città natale ma da ormai quasi tre anni lavoro in esclusiva con la Galleria Milanese Deodato arte che è parte integrante del mio percorso di artista professionista. Mr Savethewall è una scelta di vita consapevole, avvenuta in quella che tanti definirebbero unetà matura, quando ormai era chiaro che la mia vocazione artistica prendeva la totalità della mia quotidianità. É stato un passaggio naturale, autentico perchè avvenuto prima ancora che me ne rendessi conto: ad un certo punto Pierpaolo e Mr Savethewall erano esattamente la stessa cosa. Ho cominciato a parlare, pensare e perfino sognare come Mr Savethewall. Da lì a farne la mia professione il passo è stato davvero molto breve.

Il periodo di mezzo, per rispondere alla tua domanda, mi ha visto indossare la giacca e la cravatta di giorno per andare alle riunioni e un camuffamento alla Groucho Marx di notte per le mie imprese artistiche urbane. Che spettacolo ripensarci!

Quali sono le tue ispirazioni? Hai soggetti ricorrenti nelle tue opere di street art?

Banksy, Steve Jobs, Leonardo, Michelangelo, Caravaggio… artisti, pittori, scultori, imprenditori, pensatori, visionari e controversi unconventional people, i miei ispiratori sono tanti. Più passa il tempo e più mi rendo conto che lispirazione, la cosiddetta contaminazione è la più grande molla dellevoluzione, anche artistica. Non si inventa ogni volta la ruota… ma si parte dalla fascinazione che ti trasmette vederla girare. Non si scopre più il fuoco, ma si parte dalla fascinazione che suscita il vederlo ardere. Dalla fascinazione per le imprese dei grandi cui ci si ispira, e con i quali ci si contamina, un giorno si prenderanno le mosse con la propria individualità. É così che nasce, con questa coerenza, il manifesto della fine della streetart. Dalla conoscenza e dalla consapevolezza di un mondo che mi ha ispirato, contaminato e che oggi, per me è finito.

I soggetti ricorrenti infatti sono opere dei grandi classici dalla Pietà alla decapitazione di Golia, ma anche twitter e il Mulino Bianco…

Parlaci un pò della tua visione: quale credi sia il fine ultimo della street art?

“Street art without the street is just art”. Mi auto cito ma soltanto perchè nella negazione della street art trovo la risposta alla tua domanda, cioè qual’è il fine ultimo della street art. C’è ancora molta confusione tra arte urbana, arte di strada e street art, graffissimo, muralismo ecc… Quindi ti rispondo per quella che è la mia visione. Lo street artist è antisistema, non ha prezzo, non ha un volto, non gli si possono fare commissioni perchè opera dove meglio gli pare, è libero e illegale nel lasciare il proprio messaggio politically uncorrect… quindi ti domando: ce ne sono ancora? Ho lidea che oggi ci siano delle grandi celebrità che derivano da quel mondo o che a quel mondo si stanno aggiungendo attratti dal luccichio… ma siamo oltre la linea di demarcazione. Quella è post street art ed è tutta unaltra storia. Qual’è il fine ultimo di un movimento che è alla fine? La sua musealizzazione, appunto.

Uno dei rischi dei murales allaperto è quello che vengano deturpati, proprio come è di recente successo a Banksy. Qual è il motivo che ti ha spinto a esibire le tue prime opere direttamente in strada invece che in una più convenzionale galleria?

C’è una regola non scritta che è quella di non crossare” i lavori degli altri. C’è unaltro vissuto comune per cui ciò che è in strada è potenzialmente a rischio di usura, deterioramento, copertura… il tema della perdita delle opere” di street art si pone più oggi che il mercato ha riconosciuto un valore economico di alcuni di questi artisti e delle loro opere che non in passato quando ad avere questo cruccio era il diretto interessato o la sua crew.

Il mio inizio ha a che fare con la street art. Anonimato, illegalità (anche se tra virgolette dal momento che i miei lavori erano affissi ai muri con quattro pezzi di nastro adesivo giallo son scritto Mr. Savethewall), impossibilità di comprare i miei lavori, al massimo si potevano rubare, non mi si poteva commissionare un lavoro… ero libero di fare quello che volevo. Ecco tra le righe la risposta alla tua domanda: non ho mai inteso landare in giro di notte come un’espressiva fonte di guadagno artistica, bensì come un bisogno insopprimibile di dire la mia su temi di scottante attualità, con ironia, per immagini, alla maniera di Banksy, denunciando le derive della società, della famiglia, della politica, cercando di far riflettere i passanti, cercando di catturare linteresse dei media per amplificare il mio messaggio, non il mio portafogli.

A proposito di Banksy: hai esposto al suo fianco al PAN di Napoli insieme ad artisti del calibro di Mr. Brainwash e Obey. A parte loro ci soni grandi maestri a cui ti sei ispirato?

Essere al PAN con Banksy, Obey, Mr Brainwash è un privilegio, un onore e anche il segno che ora devo guardare avanti, conoscendo quello che c’è stato indietro, consapevole di far parte di quello che c’è oggi.

Non so se ti ho risposto, ma è insito nella mia natura il radicale bisogno di evolvere. Evoluzione e passione sono due parole chiave, per me, da coltivare e far crescere in un humus di conoscenza e cultura, con la spinta del darsi da fare, dellalzare il culo, certo del fatto che “ognuno è le scelte che fa”. Quando a mia volta sono stato definito il Banksy italiano mi sono sentito molto orgoglioso, oggi cerco di essere Mr Savethewall. Mi spiego meglio: guardo ad On Kawara, Kosuth, Fontana, Cattelan, Hirst, Koons… ora che sono a fianco di Banksy, Obey e Brainwash per lasciare un segno come Mr Savethewall.

Hai qualche progetto per il futuro che ci puoi anticipare?

La mia progettualità è davvero prolifica perché la curiosità mi fa sperimentare nuovi strumenti, tecnologie, media per sottolineare loggetto della mia ricerca. Posso definirmi uno stacanovista dellarte con questa mia forsennata ricerca. Con Deodato arte abbiamo appena presentato International language” e dopo il successo italiano, siamo pronti ad affrontare (corona virus permettendo) un tour di mostre europee.

Grazie Mr Savethewall! Noi di Mostrami sposiamo in pieno la visione della street art come motore di discussione su tematiche sociali, ma anche come strumento per la promozione del talento dei giovani artisti. Speriamo che questo articolo sia per loro d’ispirazione e che il tuo percorso possa fare da esempio. Rimarremo aggiornati sui tuoi prossimi lavori che ci piacciono tantissimo! Buona fortuna per i tuoi progetti!

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