Il murale più grande del mondo si trova a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, dove una gigantesca opera di street art record ha trasformato le mura esterne del Carcere Francesco Uccella in un potente simbolo di pace, diritti umani e rinascita collettiva.
L’intervento artistico ha modificato radicalmente la percezione di un luogo tradizionalmente associato alla chiusura e alla separazione, rendendolo invece uno spazio di racconto aperto alla comunità. L’opera, intitolata “Libertà”, è stata realizzata dall’artista Alessandro Ciambrone ed è entrata ufficialmente nel Guinness World Records grazie ai suoi oltre 5.400 mq dipinti. Un primato che va oltre le dimensioni: il murale è un manifesto sociale che unisce graffiti sulla pace, simboli culturali e messaggi universali, ridefinendo l’immagine dei murales Caserta a livello internazionale.
Questo progetto dimostra come l’arte urbana possa assumere un ruolo centrale nella costruzione dell’identità culturale di un territorio.

Un murale da record mondiale in Campania
“Libertà” detiene oggi il primato come murale più grande mai realizzato, con una superficie certificata di 5.441,93 m². L’opera si sviluppa lungo due lati del perimetro esterno del carcere per 715 metri di lunghezza e circa 5,6 metri di altezza media, creando un impatto visivo continuo e immersivo. Le dimensioni monumentali permettono al murale di essere percepito come un vero e proprio paesaggio narrativo urbano. La Commissione del Guinness World Records ha confermato ufficialmente lo street art record nel giugno 2025, superando il precedente primato detenuto da Bilbao. Questo risultato ha portato Santa Maria Capua Vetere al centro della street art mondiale, valorizzando l’intero territorio e rendendo i murales di Caserta un riferimento per l’arte urbana contemporanea a impatto sociale. Il record ha inoltre acceso i riflettori internazionali sulla Campania come laboratorio di sperimentazione culturale e artistica.

L’artista dietro i graffiti sulla pace: Alessandro Ciambrone
Autore del murale è Alessandro Ciambrone, uno dei protagonisti della street art italiana, noto per opere dedicate ai diritti umani, alla convivenza e alla pace. La sua ricerca artistica si concentra da anni sull’uso del muro come strumento di dialogo e trasformazione sociale. Con “Libertà”, l’artista ha concepito un progetto globale, capace di parlare a culture diverse attraverso un linguaggio visivo universale. Fondamentale è stata la collaborazione con la direttrice del carcere Donatella Rotundo, che ha sostenuto l’idea di trasformare un muro di separazione in un simbolo di rinascita. Questa sinergia tra arte e istituzione ha reso possibile un intervento di grande complessità e valore simbolico. La presentazione ufficiale del progetto si è svolta al Maschio Angioino durante la Giornata Mondiale UNESCO della Lingua Madre, alla presenza di istituzioni nazionali e internazionali. L’evento ha sottolineato il carattere culturale dell’opera, inserendola in un dialogo globale sui temi della pace e dei diritti.

50 giorni di lavoro collettivo: un murale come progetto di comunità
Per realizzare il murale più grande del mondo, Ciambrone ha vissuto all’interno del carcere per circa 50 giorni, lavorando giorno e notte in un contesto complesso e fortemente simbolico. Questa immersione totale ha permesso all’artista di comprendere a fondo il luogo e le persone che lo abitano. Il progetto ha coinvolto studenti universitari e delle scuole superiori selezionati tramite un bando nazionale, insieme a detenuti in regime di semilibertà. La partecipazione diretta dei detenuti ha trasformato il murale in un’esperienza di responsabilizzazione e crescita personale.
Il finanziamento è stato sostenuto da dieci mecenati privati, imprenditori del territorio che hanno creduto nel valore culturale e sociale dell’iniziativa. Questo approccio rende “Libertà” un esempio emblematico di murales su commissione ad alto impatto sociale, dove la creatività diventa strumento di inclusione, formazione e dialogo. Il progetto dimostra come l’arte possa nascere dall’impegno condiviso tra pubblico, privato e comunità.

Una street art da record che racconta il mondo
Il murale è un vero e proprio viaggio visivo tra continenti e culture, concepito come una narrazione continua lungo l’intero perimetro dipinto. Lungo la superficie compaiono siti UNESCO, simboli identitari e citazioni dedicate ai grandi protagonisti del pensiero nonviolento come Nelson Mandela, Martin Luther King e Papa Francesco. Queste figure diventano punti di riferimento etici all’interno del racconto visivo. I graffiti sulla pace sono il filo conduttore dell’opera, con riferimenti anche ai conflitti contemporanei in Ucraina e Gaza. Il murale si configura così come un’enciclopedia visiva universale, capace di unire generazioni, popoli e linguaggi attraverso l’arte urbana. Ogni sezione invita l’osservatore a riflettere sul valore del dialogo e della convivenza.

Il murale spiegato: il significato profondo di “Libertà"
“Libertà” ribalta il senso stesso del muro carcerario, trasformandolo da limite fisico e simbolico in uno spazio di apertura e possibilità. Da confine diventa superficie narrativa, capace di raccontare storie di speranza e cambiamento. La libertà rappresentata non è solo una condizione individuale, ma un valore collettivo legato a dignità, diritti umani e futuro condiviso. In questo contesto, la street art assume un ruolo rigenerativo: trasforma un luogo complesso in un punto di riferimento culturale. L’opera dimostra concretamente come i murales Caserta possano essere strumenti di rinnovamento morale e civile.

Murales a Caserta e riscatto sociale: il carcere come polo culturale
Il murale si inserisce in un più ampio percorso di rinnovamento del carcere di Santa Maria Capua Vetere, oggi coinvolto in progetti di formazione professionale, laboratori artigianali, percorsi culturali e iniziative di reinserimento sociale. Queste attività contribuiscono a costruire una nuova relazione tra carcere e territorio. Grazie al supporto delle istituzioni locali e regionali, il carcere sta evolvendo in un vero polo culturale aperto alla cittadinanza. Questo processo contribuisce a posizionare i murales di Caserta come esempi di eccellenza artistica e innovazione sociale in Campania. Il murale diventa così parte integrante di una strategia di rigenerazione urbana e simbolica.

Inaugurazione, impatto e futuro del murale più grande
L’inaugurazione di “Libertà” ha visto una grande partecipazione, con performance musicali e momenti dedicati alla pace. L’evento ha segnato l’inizio di una nuova vita pubblica per l’opera. Oggi il murale è visitabile tramite percorsi organizzati e diventerà parte integrante di un museo urbano a cielo aperto. È prevista anche la realizzazione del docufilm “Libero dentro”, dedicato alla nascita e all’impatto dell’opera. Ciambrone ha inoltre annunciato l’intenzione di completare l’intero perimetro esterno del carcere, rendendo il progetto un’opera viva e in continua evoluzione.
Un altro murale, questa volta a Rio de Janeiro, Brasile, ha detenuto a lungo il primato di “più grande al mondo” prima di cederlo a Santa Maria Capua Vetere. Le storie narrate da esso sono altrettanto interessanti e parlano dell’intreccio di comunità nel mondo e delle loro discendenze comuni. Se volete saperne di più, vi proponiamo questo articolo sul murale da record “Las Etnias".

Murales su commissione by Mostrami: quando l’arte trasforma gli spazi
Il murale più grande del mondo dimostra come l’arte urbana possa andare oltre l’estetica, diventando racconto, identità e strumento di cambiamento. Da questa stessa visione nascono i murales su commissione by Mostrami, pensati per portare valore culturale negli spazi contemporanei.
Mostrami realizza murales personalizzati per aziende, istituzioni, spazi pubblici e privati, progettati su misura in base al contesto, ai valori e agli obiettivi del committente. Ogni intervento è un progetto site-specific: non semplice decorazione, ma un’opera capace di comunicare, coinvolgere e lasciare un segno duraturo.
Dai graffiti sulla pace ai murales aziendali, fino ai progetti di rigenerazione urbana e sociale, Mostrami accompagna enti e imprese nella creazione di opere che valorizzano i luoghi e rafforzano l’identità delle comunità. Perché, come insegna la street art record di Santa Maria Capua Vetere, un muro dipinto può diventare un ponte tra le persone e un motore di cambiamento reale.
Per raccontarci la vostra idea e valutare una consulenza dedicata, potete scriverci a info@mostra-mi.it. Per ottenere maggiori informazioni a riguardo, date anche un’occhiata alla nostra pagina sui murales personalizzati su commissione!
Il murale più grande del mondo non è soltanto street art da record, ma un esempio concreto di come l’arte urbana possa incidere sul tessuto sociale, culturale e simbolico di un territorio. “Libertà” dimostra che i graffiti sulla pace e i murales a Caserta possono superare la funzione estetica per diventare strumenti di dialogo, inclusione e rigenerazione, capaci di trasformare luoghi complessi in spazi di significato condiviso. È da questa visione che nasce anche l’approccio ai murales su commissione di Mostrami: opere pensate non come semplici decorazioni, ma come progetti culturali su misura, in grado di raccontare valori, identità e storie. Perché quando l’arte incontra le persone e i luoghi giusti, un muro può davvero diventare un ponte.