L’indagine parte da ciò che è naturale, presente e vicino: la natura e suoi elementi, l’umanità e le sue facce.
Ciò che è reale, riconoscibile si trasforma attraverso il processo artistico, mutando in una nuova forma, diventanto parte di un processo di estraniamento, di alienazione che rende la bellezza motivo di turbamento e la perfezione tramite della distanza.
Attraverso l’uso di fotografie e scannografie successivamente manipolate al computer l’artista riproduce il mondo circostante, conduce a sè forme e colori manipolandoli in un processo continuo di mutazione, raccoglie la bellezza creando un altrove privo di contorni, senza sfondo o ambientazione, popolato di fiori ambigui, di donne assenti, un mondo muto e irraggiungibile che interroga se stesso senza trovare mai risposta.